Monte Bulgheria

Il massiccio del Bulgheria, che occupa circa 40 km di costa sui 90 km appartenenti al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con il prolungamento del monte Chiangone, si comporta come un’enorme muro protettivo, alto mediamente 1000 m, che protegge tutta la costa da Scario a Caprioli. Il clima è così mite che numerose piante tropicali, come i banani, vivono benissimo su questo territorio.

La vegetazione varia dalla macchia mediterranea, ai boschi di leccio. Interessantissima la flora autoctona che annovera specie rupicole uniche, come la Primula Palinuro, simbolo del Parco, la Centaurea Cineraria, L’Elicriso, la Campanula Fragilis, il Garofanino delle rocce, l’Iberis florida. I coltivi sono formati dai tradizionali frutteti e da grandissimi uliveti dove frequenti sono gli esemplari plurisecolari che arrivano anche a mille anni. Il clima mite permette di fare turismo durante tutte e quattro le stagioni. Dalla fine dell’autunno agli inizi della primavera è possibile fare escursioni su tutto il territorio, andare alla ricerca di funghi o di asparagi, osservare la fauna che migra, assistere e partecipare a tradizionali lavori agricoli, come la raccolta delle castagne o delle olive, fare giri in bici o a cavallo. Durante la stagione estiva, oltre alle escursioni, è possibile svolgere attività acquatiche come immersioni subacquee, canoa, ecc. Questo tratto di costa calcarea nasconde numerosissime grotte, molte delle quali hanno ospitato l’uomo preistorico durante il Paleolitico. Da questo punto di vista, il territorio del massiccio del Bulgheria è uno dei più importanti siti d’Europa. A Scario, piccolo centro di pescatori, la facoltà di Paleontologia dell’Università di Siena ha realizzato un piccolo museo che accoglie alcuni reperti ritrovati in queste grotte.